Gli obblighi dell’amministratore condominiale

In tema di obblighi dell’amministratore condominiale, occorre dire in prima battuta che il rapporto che lega questa figura al condominio è riconducibile al mandato con rappresentanza.

Pertanto alla scadenza dell’incarico l’amministratore è obbligato a rendere il conto della sua gestione ed a consegnare tutto quanto ha ricevuto per effetto dell’incarico al suo successore. Non ci si riferisce soltanto ai valori in cassa, bensì anche  ai documenti concernenti la gestione, che è bene ricordare egli non potrebbe trattenere nemmeno nel caso in cui non gli vengano rimborsate le eventuali somme anticipate per conto del condominio.

La gestione della cassa condominiale è da sempre un argomento delicato, su cui la giurisprudenza ha molto da dire.

Ecco dunque alcuni orientamenti dei Giudici in merito alla responsabilità dell’Amministratore di Condominio in relazione alla gestione della cassa condominiale.

Integra un’ipotesi di grave irregolarità, legittimante la revoca dell’amministratore di condominio, la mancata apertura ed utilizzazione da parte dell’amministratore di un conto corrente, bancario o postale, intestato al condominio, sul quale far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio (v. Trib. Salerno, sentenza 3 maggio 2011);

Si è persino affermato in quest’ottica che in quanto atto conservativo del patrimonio comune, come tale spettante ex lege all’amministratore condominiale, l’apertura di un conto corrente bancario per la gestione del denaro appartenente al condominio non necessiterebbe di approvazione assembleare (Trib Chieti 08/05/2007).

A tal proposito si rileva che è in discussione un disegno di legge che se approvato introdurrebbe l’obbligo ex lege di apertura di conto corrente condominiale.

Ed inoltre tali principi sono stati ritenuti applicabili anche nel caso di un piccolo condominio con spese esigue, al fine di facilitare la trasparenza della gestione e la possibilità di controllo delle entrate ed uscite (Trib Monza 18/01/2006).

Da ultimo si ricorda che Cassazione n. 36022/2011 ha ritenuto che il reato di appropriazione indebita si può verificare a carico dell’amministratore anche per ammanchi di importi esigui nei fondi condominiali, quando la giacenza sia inferiore a quanto risulta dalla contabilità condominiale. Ne deriva che l’amministratore di un condominio dovrà dare prova del fatto che tale differenza rispetto al dato contabile è stata causata da altre ragioni, (un errore nella contabilità ad esempio).

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