I termini per l’impugnazione licenziamento

La Legge Fornero (Legge 92/2012 entrata in vigore in data 18/07/2012) ha modificato i termini per l’impugnazione del licenziamento irrogato al lavoratore dipendente.

L’art. 6 I e II comma Legge 604/1966 come riformati dal Collegato Lavoro prima e dalla Legge Fornero poi prevedono che l’impugnazione del licenziamento debba avvenire nel termine di 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione e che essa è inefficace se non è seguita nel termine di 270 giorni (Collegato Lavoro del 2010) o di 180 giorni (attuale modifica ad opera della Legge Fornero) dal deposito del ricorso giudiziale.

Quanto al termine decadenziale relativo ai sessanta giorni per proporre impugnazione, si ricorda che già  il Collegato Lavoro nel 2010 lo aveva esteso a tutte le ipotesi di “invalidità” del licenziamento (L. 183/2010 art. 32 II comma).

Il termine invalidità – volutamente generico – era stato utilizzato dal Legislatore con il preciso intento di ricomprendervi non solo il licenziamento ingiustificato, ma anche quello nullo (ad esempio a causa di matrimonio o perché intimato in violazione delle norme a tutela della maternità o per motivi discriminatori) e, ancora, quello per superamento del periodo di comporto o il licenziamento disciplinare viziato per mancato rispetto del procedimento di cui all’art. 7 Stat. Lav. per i quali tutti vale il termine di sessanta giorni.

La nuova Legge Fornero ha poi affermato la necessità dell’impugnazione anche nelle ipotesi di mancanza della forma scritta in caso di licenziamenti collettivi. Infatti l’art. 5 Legge n. 223 del 1991 modificato al comma 3 prevede: «Qualora il licenziamento sia intimato senza l’osservanza della forma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui all’art. 18, comma 1, Stat. lav. e successive modificazioni.».

L’ultimo inciso di questa norma senza distinzione alcuna tra i vari tipi di recesso (licenziamento orale/inefficace o licenziamento intimato senza il rispetto delle procedure o senza il rispetto dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare) afferma:”Ai fini dell’impugnazione del licenziamento si applicano le disposizioni di cui all’articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni”.

Occorre pertanto prestare molta attenzione alla complessa e sempre in evoluzione normativa sul lavoro in quanto la mancata impugnativa del licenziamento nei termini di legge (che come si vede cambiano anche a distanza di pochi anni) comporta decadenze irrimediabili rispetto ai diritti del lavoratore.

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