Responsabilità degli ospedali

In tema di responsabilità degli ospedali per fatto colposo dei medici che vi lavorano o operano, la Cassazione si è pronunciata con sentenza 3 febbraio 2012, n. 1620.

I giudici hanno ribadito che la responsabilità della struttura ospedaliera ha natura contrattuale, affermando che “L’ospedale risponde a titolo contrattuale dei danni patiti dal paziente, per fatto proprio, ex art. 1218 cod. civ., ove tali danni siano dipesi dall’inadeguatezza della struttura, ovvero per fatto altrui, ex art. 1228 cod. civ., ove siano dipesi dalla colpa dei sanitari di cui l’ospedale si avvale”

Precisano i giudici che con il contratto di spedalità (il ricovero insomma) sorge in capo alla struttura una prestazione di assistenza sanitaria “che ingloba al suo interno, oltre alla prestazione principale medica, anche una serie di obblighi c.d. di protezione ed accessori.”

Così ricondotta la responsabilità della struttura ad un autonomo contratto (di spedalità), la sua responsabilità per inadempimento sarà fondata sull’art. 1218 cod. civ., mentre per quanto concerne le prestazioni dei medici propri ausiliari, essa sarà responsabile per fatto del proprio dipendente sulla base dell’art. 1228 cod. civ.

Affinché la struttura sia responsabile per fatto degli ausiliari di cui si avvale, è necessario e sufficiente che il medico operi all’interno dell’ospedale, a prescindere dalla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato; ciò in quanto è riconosciuta come evidente l’esistenza di un collegamento funzionale tra la prestazione del medico e le finalità, nonché l’organizzazione, delle strutture sanitarie.

In conclusione, il paziente dovrà provare la sussistenza del contratto con la struttura sanitaria, mentre sarà questa a dover dimostrare l’esatto adempimento (o il mancato adempimento per causa ad essa non imputabile) di tutte quelle prestazioni che sorgono in seguito all’accettazione del paziente nell’istituto di cura.

Ciò a prescindere dal rapporto esistente tra il paziente e il medico (fiduciario o meno del danneggiato) che concretamente pone in essere l’attività sanitaria operando all’interno della struttura.

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