La prova della infedeltà coniugale

La Cassazione civile è intervenuta sulla prova della infedeltà coniugale (nel giudizio con cui si chiede l’addebito della separazione) con sentenza n.  19114/2012.

La prova per l’accertamento della violazione dei doveri matrimoniali, primo fra tutti quello della fedeltà coniugale ai fini della dichiarazione di addebito, risulta spesso indiziaria e indiretta, dal momento che i fatti oggetto di causa avvengono per lo più tra le mura domestiche o comunque in situazioni non pubbliche.

Ebbene, la Corte si è espressa nel senso che l’infedeltà coniugale si può provare anche con testimonianza indiretta, che si verifica quando il fatto non è a conoscenza diretta del testimone che viene sentito in causa, per averlo questi sentito dire ad esempio da terze persone.

Pur trattandosi di prove indiziarie, i Giudici hanno precisato che detti indizi possono divenire elemento di prova quando siano suffragati da altre circostanze oggettive e soggettive o da altre risultanze probatorie acquisite al processo che concorrano a rafforzarne la credibilità

Il giudice quindi potrà basare la propria decisione anche su presunzioni, purché siano gravi, precise e concordanti

Ecco la massima:”Nell’addebitare la separazione, il giudice può tener conto anche delle testimonianze de relato, aventi ad oggetto la narrazione di fatti non appresi direttamente dal teste, ma a lui riferiti, non sussistendo violazione dei principi che regolano la prova e la sua valutazione in base ai principi stabiliti dagli artt. 115 e 116 c.p.c.”.

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