Danno da vacanza rovinata

La giurisprudenza si interroga se sia risarcibile il danno da vacanza rovinata inteso quale pregiudizio conseguente alla lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo.

Si precisa a scapito di incomprensioni che di tale danno si può parlare solo nell’ipotesi di inadempimento o inesatta esecuzione del contratto rientrante nella disciplina che regola i “pacchetti turistici”, non ad esempio nel caso di mero acquisto di un biglietto aereo.

Per la recente Cassazione (ordinanza n. 6830/2017) il danno non patrimoniale da vacanza rovinata richiede la verifica della gravità della lesione e della serietà del pregiudizio patito dall’istante, al fine di accertarne la compatibilità col principio di tolleranza delle lesioni minime. Occorre fare una sorta di operazione di bilanciamento attribuendo rilievo solo a quelle condotte che offendono in modo sensibile la portata effettiva dello stesso (nel caso in esame, l’aggressione subita da un turista cliente di un tour operator, all’interno di un villaggio turistico nell’ambito di una vacanza organizzata, ha determinato un serio pregiudizio ed è stata ritenuta idonea a pregiudicare la possibilità di godimento del suo periodo di ferie).

Invece l’ipotesi più classica, ossia la ritardata consegna del bagaglio ed il ritardo anche di molte ore del volo intermedio, causa guasto dell’aeromobile, non costituirebbero circostanze da sole sufficienti a giustificare il risarcimento del danno da vacanza rovinata (Giudice di pace Milano Sez. III, 07/02/2017).

Dunque occorre prestare attenzione: la richiesta di risarcimento di danni non patrimoniali per disagi minimi e di non particolare gravità costituirebbe un abuso della tutela accordata al consumatore e i Giudici non la troverebbero meritevole di accoglimento.

Si ricorda infine che il Codice del Turismo (in vigore dal 21/06/2011) all’art. 47 prevede espressamente il danno da vacanza rovinata per il caso di inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico. In particolare, si prevede che, qualora l’inadempimento non sia di scarsa importanza il turista possa chiedere un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta.

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