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        <title>Studio legale</title>
        <description><![CDATA[Feed di pareri legali e sentenza commentate. Avvocati e consulenti specializzati danno il loro contributo inserendo pareri e sentenze commentate di nuove leggi e sentenze in materia di : Diritto lavoro Contratti e contrattualistica Diritto amministrativo Diritto Civile e di famiglia Arbitrato. Potete contattarci per richiedere consulenze On line cosi che risparmiate tempo e denaro.]]></description>
        <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/</link>
        <lastBuildDate>Sat, 19 May 2012 05:00:33 GMT</lastBuildDate>
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            <title>Il lavoro subordinato “mascherato” da autonomo</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2012042389/lavoro-subordinato-mascherato-da-autonomo-tipi-contratti-progetto.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
Per qualificare un rapporto di lavoro subordinato occorre la sussistenza del vincolo di soggezione del prestatore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro. Lo ha ribadito la Cassazione nella sentenza n. 4476 del 2012 a proposito di un lavoratore assunto in un call center.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Le parti avevano attributo al rapporto dapprima la qualifica di collaborazione coordinata e continuativa e, in seguito, di collaborazione a progetto. I contratti si erano succeduti per un periodo di sei anni: in sostanza per la Corte essi celavano un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La Corte ha rigettato il ricorso del datore di lavoro ribadendo che &ldquo;requisito fondamentale del rapporto di lavoro subordinato ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo è il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale discende dall'emanazione di ordini specifici, oltre che dall'esercizio di una assidua attività di vigilanza e controllo dell'esecuzione delle prestazioni lavorative. L'esistenza di tale vincolo va concretamente apprezzata con riguardo alla specificità dell'incarico conferito al lavoratore e al modo della sua attuazione&rdquo;<br />
<br
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2012042389/lavoro-subordinato-mascherato-da-autonomo-tipi-contratti-progetto.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 19:41:06 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Responsabilità per interruzione di linea telefonica professionale</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2012031488/responsabilita-interruzione-linea-telefonica-professionale-telefono-fisso.html</link>
            <description><![CDATA[<div>
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Un ristoratore stipulava con una Compagnia telefonica un contratto per la fornitura di servizi di telefonia mobile, da pagarsi mediante disposizione bancaria mensile&nbsp;<br />
</span><span id="1331758986859S" style="display: none">&nbsp;<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;A causa di disguido senza colpa dell&rsquo;utente, rimanevano insolute alcune mensilità e la <span>Compagnia telefonica, senza preavviso, interrompeva le chiamate in entrata ed uscita.<br />
</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il ristoratore, fallito l&rsquo;obbligatorio tentativo di conciliazione, citava in giudizio la Compagnia telefonica domandando, oltre l&rsquo;immediata riattivazione delle linee telefoniche, di condannarla al <span>risarcimento dei danni patrimoniali e non.<br />
<br />
</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il Tribunale di Brindisi, con <b>sentenza 30/12/2011</b>, rilevava innanzitutto che la copia del contratto fornita dalla Compagnia telefonica, da un lato recava una sottoscrizione che l&rsquo;attore provvedeva a <span>disconoscere nei termini e nelle forme di rito, e dall&rsquo;altro risultava illeggibile in virtù della grandezza inadeguata dei caratteri utilizzati.<br />
<br />
</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Poiché la Compagnia non formulava richiesta di verificazione della firma disconosciuta dal Cliente, <span>il Tribunale riteneva che il contratto fosse privo di qualunque efficacia probatoria e conseguentemente, doveva ritenersi applicabile la carta dei servizi pubblicata dal gestore<br />
<br />
</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">In base a tale Carta dei Servizi il
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2012031488/responsabilita-interruzione-linea-telefonica-professionale-telefono-fisso.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 14 Mar 2012 21:01:24 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il controllo a distanza del lavoratore </title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2012031487/controllo-distanza-lavoratore-acceso-internet-email.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
Complessa è la disciplina dei controlli difensivi posti in essere dal datore di lavoro.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Molte sentenze hanno ribadito il divieto di controllare la posta elettronica e gli accessi ai siti internet effettuati dal proprio dipendente.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Tuttavia la Sezione Lavoro della Cassazione, con sentenza 23 febbraio 2012, n. 2722 ha precisato che tale divieto viene a cadere quando il controllo si verifica in occasione di circostanze tali da sostenere l&rsquo;inizio di una indagine <u>successiva</u> rispetto al comportamento del lavoratore.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><br />
In questi casi, il datore è legittimato ad accedere ai contenuti della posta elettronica del prestatore di lavoro e qualora vengano accertate violazioni, è legittimo l&rsquo;eventuale licenziamento.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">In effetti, se il controllo difensivo avviene abitualmente mediante programmi informatici che consentono il monitoraggio dei messaggi della posta elettronica aziendale e degli accessi Internet, al fine di verificare se l&rsquo;attività lavorativa sia svolta in termini di diligenza e di corretto adempimento, allora sono vietati o comunque occorre rispettare la procedura di cui all&rsquo;art. 4 Statuto Lavoratori.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><br />
Tuttavia qualora il datore di lavoro abbia posto in essere una attività di
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2012031487/controllo-distanza-lavoratore-acceso-internet-email.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 14 Mar 2012 20:53:43 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il Contenuto del diritto di Sciopero</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2012021286/il-contenuto-del-diritto-di-sciopero.html</link>
            <description><![CDATA[<div style="text-align: justify; margin: auto 0cm"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
La Corte di Cassazione con sentenza n. 19156/2011, ha ritenuto la legittimità della sanzione disciplinare irrogata da Poste Italiane spa ad un portalettere per essersi rifiutato di svolgere la prestazione lavorativa secondo il sistema cosiddetto &quot;ad areola&quot;, in base al quale il singolo operatore è tenuto alla consegna non solo della corrispondenza della zona di sua competenza, ma anche, pro quota, di quella di altra zona ricompresa nella medesima area di recapito in caso di assenza del dipendente assegnato a quest'ultima zona. </span></span></div>
<div style="text-align: justify; margin: auto 0cm"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il lavoratore riteneva illegittima la sanzione in quanto sosteneva che l&rsquo;attività richiestagli fosse in realtà una prestazione aggiuntiva e fosse quindi soggetta alla possibilità di sciopero.<br />
<br />
</span></span></div>
<div style="text-align: justify; margin: auto 0cm"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La Corte osserva al contrario che non può essere definita sciopero ogni manifestazione di lotta che i soggetti agenti designino soggettivamente come tale (e pertanto non rileva neppure, come scriminante, lo stato soggettivo di buona fede del lavoratore, essendo a tal fine necessaria la prova da parte del medesimo che l'inadempimento o il ritardo siano stati determinati da impossibilità della prestazione derivata da causa
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2012021286/il-contenuto-del-diritto-di-sciopero.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 10:14:07 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il mobbing come malattia professionale?</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011122885/il-mobbing-come-malattia-professionale.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
Una recente sentenza del Tribunale di Padova (22/03/2011) rischia di innovare il panorama complesso che caratterizza la figura del mobbing.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Come noto, le malattie professionali sono di due tipi:</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&ldquo;<strong>tabellate</strong>&rdquo;, ossia specificamente riconosciute in tabelle di legge, in relazione alle quali il lavoratore si pyuò giovare della presunzione legale di causalità intercorrente tra attività lavorativa e insorgenza della malattia</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>non tabellate</strong>, ossia a rischio generico. In questo caso, sarà onere del lavoratore provare oltre alla sussistenza della malattia, anche il nesso causale tra questa e l&rsquo;attività lavorativa svolta. La posizione del lavoratore è dunque in questo caso più onerosa.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ebbene, il Tribunale di Padova ha affermato che, in quanto malattia non tabellata, purché dimostrata in tutti i suoi elementi costitutivi, il mobbing può e deve essere risarcito dall&rsquo;INAIL nella sua componente del danno biologico.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Trattandosi ovviamente di indennizzo e non di risarcimento, il Tribunale di Padova ha condannato l&rsquo;INAIL ad applicare le proprie tabelle per la quantificazione della somma dovuta.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ovviamente, se questa sentenza
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011122885/il-mobbing-come-malattia-professionale.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011122885/il-mobbing-come-malattia-professionale.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Demansionamento</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/201201257/diritto-lavoro-demansionamento-lavoratore.html</link>
            <description><![CDATA[
<font face="arial,helvetica,sans-serif"><span style="font-family: Arial; color: black"><font size="3">I</font></span><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial; color: black">l <strong>demansionamento</strong> consiste nell&rsquo;adibizione del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle concordate in sede di assunzione. Tale condotta da parte del datore di lavoro è, generalmente, vietata.<br />
<br />
Ricorre il caso di demansionamento anche nell&rsquo;ipotesi in cui, benché formalmente assegnato a mansioni ricomprese nel livello o nella categoria contrattuale di appartenenza, il lavoratore sia di fatto adibito a compiti inferiori nella sostanza, in quanto non aderenti alla specifica competenza del dipendente. <br />
<br />
Al di fuori di alcuni casi specifici elaborati dalla giurisprudenza non solo il demansionamento è vietato, ma è anche indisponibile il diritto del lavoratore ad essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto, a mansioni equivalenti o superiori che abbia successivamente acquisito. Da tale principio consegue l&rsquo;annullabilità di eventuali rinunce o transazioni che però devono essere impugnate, a pena di decadenza, entro il termine previsto dalla legge.<br />
<br />
La Suprema Corte si occupa spesso di tale tema.</span><span style="font-family: Arial; color: black">Nel sentenza n. 4060/2008 viene affrontato il caso in cui un datore di lavoro intima ad un proprio dipendente il licenziamento per giustificato motivo soggettivo fondato sul rifiuto di questi di trasferirsi
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/201201257/diritto-lavoro-demansionamento-lavoratore.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il mobbing: elementi essenziali</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011121131/avvocato-diritto-lavoro-causa-sentenza-mobbing-consulenze-legali-piemonte.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><span style="color: rgb(51,51,51)">
Il <i>mobbing</i> può essere definito come una condotta caratterizzata dalla mirata reiterazione di una pluralità di atteggiamenti convergenti ad esprimere ostilità e disprezzo da parte del soggetto attivo verso la vittima, atteggiamenti il cui fine ultimo è quello di mortificare ed isolare il dipendente.</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><span style="color: rgb(51,51,51)">Le condotte realizzatrici della fattispecie di mobbing possono essere realizzate tanto in senso orizzontale (da lavoratore a lavoratore) quanto verticale (da datore a lavoratore).</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><span style="color: rgb(51,51,51)">Parametro di riferimento la Circolare Inps n. 95/bis del 2006, secondo la quale, in sintesi, gli elementi essenziali del Mobbing sono l&rsquo;aggressione o persecuzione di carattere psicologico, la sua frequenza, sistematicità e durata nel tempo, il suo andamento progressivo e le conseguenze patologiche gravi che ne derivano per il lavoratore.</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><span style="color: rgb(51,51,51)">Recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno inoltre contribuito a delineare i comportamenti che concretano la fattispecie del <i>mobbing</i>. Ad esempio, la sentenza Cass. Civ. n. 3785/2009 ha affermato che rilevano i seguenti elementi:</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt 53.4pt"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><span style="color: rgb(51,51,51)">1)<span style="font: 7pt
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011121131/avvocato-diritto-lavoro-causa-sentenza-mobbing-consulenze-legali-piemonte.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Avv. Noemi Pavia)</author>
            <pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Accesso al Fondo Garanzia per il pagamento del TFR</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011102884/accesso-al-fondo-garanzia-per-il-pagamento-del-tfr.html</link>
            <description><![CDATA[<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
Il Tribunale di Rovigo con sentenza 27 maggio 2011 ha confermato quello che pare divenuto un orientamento giurisprudenziale, dopo la sentenza n. 7585/2011 della Cassazione Civile.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Secondo i Giudici, il Fondo di Garanzia Inps per il pagamento del TFR dei lavoratori deve intervenireanche quando l&rsquo;imprenditore, pur rientrandoastrattamente nell&rsquo;area della fallibilità, nonpossa in concreto essere dichiarato fallito a causadell&rsquo;esiguità del debito e l&rsquo;esecuzione forzatasi riveli infruttuosa.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">L&rsquo;art. 2 della legge n. 297/1982 ha previsto il pagamento del Tfr da parte dell&rsquo;Inps al ricorrere di determinati requisiti soggettivi (soggezione dell&rsquo;impresa alla legge fallimentare) o, in difetto, di determinati requisiti oggettivi (esperimento senza esito dell&rsquo;esecuzione forzata che attestino lo stato di insolvenza del datore di lavoro).</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Qualora il datore di lavoro sfugga alle maglie della legge fallimentare (che richiede gravi insolvenze e ingenti investimenti e/o ricavi per la dichiarazione di fallimento), ciò nondimeno il lavoratore ha comunque titolo per accedere
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011102884/accesso-al-fondo-garanzia-per-il-pagamento-del-tfr.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 28 Oct 2011 18:21:37 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Cessione del quinto dello stipendio e TFR</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2009102714/diritto-lavoro-cessione-del-quinto-dello-stipendio-e-tfr.html</link>
            <description><![CDATA[
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Nel contratto di finanziamento con contestuale cessione del quinto dello stipendio, solitamente il lavoratore è chiamato a firmare anche una clausola di garanzia del credito, volta a tutelare la finanziaria che eroga il denaro da eventi quali morte, invalidità o sopraggiunta cessazione del rapporto di lavoro. </span></span>
<div>&nbsp;<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Tali contratti di finanziamento prevedono spesso il <b>divieto</b>,&nbsp;posto a carico del lavoratore, ed a maggior garanzia della finanziaria, di <b>destinare il proprio TFR alla Previdenza Complementare</b>. </span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ebbene, il Ministero del Lavoro in risposta ad un recente interpello (19/12/2008), ha affermato che <b>tali clausole devono considerarsi nulle, </b>posto che la finanziaria potrà ben rivolgersi, in caso di insufficienti somme accantonate presso il datore di lavoro, al Fondo di Previdenza Complementare.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La pronuncia del Ministero pone l&rsquo;accento sulla natura pubblicistica della normativa in materia di previdenza complementare, che viene definita &ldquo;<i>funzionale alla realizzazione di interessi di natura previdenziale del lavoratore, tutelati costituzionalmente dal nostro ordinamento</i>&rdquo;. In definitiva, tale genere di clausole si sconterebbe con norme di carattere imperativo quali, <i>in primis</i>, l&rsquo;art. 38 II comma della nostra Costituzione.</span></span></div>
<div><span style="font-size:
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2009102714/diritto-lavoro-cessione-del-quinto-dello-stipendio-e-tfr.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2009102714/diritto-lavoro-cessione-del-quinto-dello-stipendio-e-tfr.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Linee guida per il contratto a progetto</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011092383/contratto-progetto-lavoratore-datore-collaboratore.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
Il contratto a progetto è un contratto ad alto rischio di vertenza se non viene gestito con cautela e attenzione.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">In alcuni punti fondamentali utili per aziende e lavoratori &ndash; si tenteranno di riassumere senza pretesa di completezza le linee guida utili per la gestione di tale contratto, come definite dal Ministero del Lavoro (ad esempio con circolare 4/2008) e dalla Cassazione.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">1.</span></span></strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <span dir="ltr">Una prestazione elementare, ripetitiva e predeterminata è difficilmente compatibile con un&rsquo;attività di carattere progettuale</span>.</span></span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">2.</span></span></strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <span dir="ltr">Il contratto deve essere riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione della attività lavorativa. Il progetto consiste in <u>un'attività produttiva ben identificabile e funzionalmente collegata ad un determinato risultato finale</u> cui il collaboratore partecipa direttamente con la sua prestazione </span></span></span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">3.</span></span></strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <span dir="ltr">Il collaboratore a progetto opera all'interno del ciclo produttivo
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011092383/contratto-progetto-lavoratore-datore-collaboratore.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 23 Sep 2011 10:08:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011092383/contratto-progetto-lavoratore-datore-collaboratore.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il corretto utilizzo del cronotachigrafo</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011071882/corretto-utilizzo-cronotachigrafo-trasporti-strada-controlli.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:
justify;line-height:normal;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none" class="MsoNormal">&nbsp;</p>

<span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">Il Ministero dell&rsquo;interno nella Nota 1&deg; giugno 2011, prot. n. 5033 si è pronunciato sui periodi di guida e di riposo dei conducenti e sul corretto utilizzo degli apparecchi di controllo e registrazione (leggasi cronotachigrafi).<br />
<br />
Un chiarimento riguarda l&rsquo;ipotesi in cui <i>circostanze straordinarie, ragioni</i><b> </b><i>di emergenza, o ordini specifici degli organi di polizia</i><b> </b><i>o di un&rsquo;altra autorità</i>, impongano di spostare il<b> </b>veicolo con conseguente interruzione della pausa<b> </b>o del riposo giornaliero o settimanale.<br />
<br />
Il Ministero<b> </b>dell&rsquo;interno consente l&rsquo;interruzione della pausa o del riposo a<b> </b>condizione che:<br />
<br />
<b>&nbsp;- </b>sussistano<b> </b>le citate <i>circostanze straordinarie, ragioni</i><b> </b><i>di emergenza, o ordini specifici degli organi di</i><b> </b><i>polizia o di un&rsquo;altra autorità</i>, che impongano di<b> </b>spostare il veicolo con conseguente interruzione<b> </b>della pausa o del riposo giornaliero o settimanale;<br />
<br />
<b>- </b>l&rsquo;interruzione<b> </b>duri solamente <i>&laquo;per alcuni minuti&raquo;</i>;<br />
<br />
<b>- </b>ci<b> </b>siano le <i>annotazioni manuali da parte del conducente</i><b> </b>sul foglio di registrazione (apparecchio di controllo<b> </b>analogico) o sul tabulato (apparecchio di controllo<b> </b>digitale) del motivo dell&rsquo;interruzione, <i>vistate</i><b> </b>dall&rsquo;organo di polizia o dall&rsquo;autorità che ha disposto<b> </b>lo spostamento temporaneo del veicolo <br />
<br />
<strong>-</strong> oppure ove<b> </b>ciò non sia possibile deve esserci l&rsquo;annotazione<b> </b>manuale<b> </b>del conducente dei dati
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011071882/corretto-utilizzo-cronotachigrafo-trasporti-strada-controlli.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 18 Jul 2011 20:04:45 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011071882/corretto-utilizzo-cronotachigrafo-trasporti-strada-controlli.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il riposo domenicale è derogabile?</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011071781/riposo-domenicale-derogabile-lavoro-turni-straordinario.html</link>
            <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:
normal;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">
</span></span><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">Con la risposta ad interpello n. 26/2011 il Ministero del lavoro si pronuncia sulla possibilità di derogare &ndash; specie nel lavoro a turni al principio secondo il quale il giorno di riposo dovrebbe coincidere di norma con la domenica.<br />
<br />
Le norme da tenere presenti sono le seguenti.<br />
<br />
L&rsquo;art. 1, comma 2, lett. <i>f) </i>del Dlgs n. 66/2003, che afferma che nel lavoro a turni<i> </i>ogni singolo lavoratore è chiamato a svolgere la<i> </i>propria attività &laquo;<i>ad ore differenti su un periodo determinato di giorni o settimane&raquo;</i>, consentendo così al<i> </i>datore di lavoro di utilizzare gli impianti produttivi anche senza soluzione di continuità.<br />
<br />
Nonché l&rsquo;art. 9, al comma 3 del Dlgs n. 66/2003, il quale stabilisce che <i>&laquo;il riposo di</i> <i>ventiquattro ore consecutive può essere fissato in un giorno diverso dalla domenica e può essere attuato mediante turni per il personale interessato a modelli tecnicoorganizzativi</i> <i>di turnazione particolare ovvero addetto ad attività aventi </i>[specifiche] <i>caratteristiche&raquo; </i>declinate nella seconda parte della disposizione normativa.<br />
<br />
Tale norma consente dunque alle imprese che adottano la turnazione di svolgere attività lavorativa nel giorno della domenica a prescindere dal settore produttivo di appartenenza.<br
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011071781/riposo-domenicale-derogabile-lavoro-turni-straordinario.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 17 Jul 2011 19:59:11 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011071781/riposo-domenicale-derogabile-lavoro-turni-straordinario.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Nulla la contravvenzione in assenza di un agente accertatore</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011050580/auto-automobilista-contravvenzione-agente-multa-ricorso-velox-agente-vigile.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">
Un&rsquo;altra pronuncia nel tormentato panorama delle contravvenzioni stradali.</span></span></p>
<p style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">Questa volta la Cassazione, con sentenza 7785/2011, affronta il caso di un automobilista che aveva proposto ricorso avverso una multa in quanto mancava la prova&nbsp; dell&rsquo;avvenuta taratura dell'apparecchiatura elettronica utilizzata per il rilevamento ed inoltre in quanto l'Amministrazione si era avvalsa di una ditta privata per la gestione degli apparecchi di rilevamento e aveva affermato che l'attività di quest'ultima era stata svolta sotto la supervisione della Polizia Municipale, senza però specificare in cosa consistesse la supervisione e senza indicare concretamente come fosse stato organizzato il collegamento tra l'attività di rilevamento delle infrazioni ed il soggetto preposto al servizio di Polizia.</span></span></p>
<p style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">Quanto alla taratura, la Cassazione conferma la propria posizione consolidata, ossia &ldquo;che non deve essere fornita dall'amministrazione alcuna prova della esecuzione dell'operazione di taratura e va comunque ribadito che, in materia di violazione delle norme del codice della strada relative ai limiti di velocità, l'efficacia probatoria dello strumento rivelatore del superamento di tali limiti opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione,
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011050580/auto-automobilista-contravvenzione-agente-multa-ricorso-velox-agente-vigile.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Thu, 05 May 2011 19:37:32 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011050580/auto-automobilista-contravvenzione-agente-multa-ricorso-velox-agente-vigile.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Furto in appartamento per ponteggio non sorvegliato</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011050579/furto-appartamento-ponteggio-cantiere-edile-responsabilita.html</link>
            <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">
La Cassazione con sentenza 292/2011 afferma che sussiste la responsabilità di una società appaltatrice di lavori edili perché questa, benché ripetutamente sollecitata a dotare il cantiere di adeguate difese per impedire l'accesso al ponteggio, nessun presidio aveva di fatto adottato e un proprietario aveva subito così un furto in appartamento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><br />
Secondo la Corte, del furto in appartamento realizzato da chi vi si sia introdotto attraverso ponteggi installati per lavori di manutenzione risponde dunque, ex art. 2043 cod. civ., l'imprenditore che per tali lavori si sia avvalso delle impalcature, tutte le volte in cui, violando il principio del neminem laedere, egli abbia omesso di dotarle di cautele atte a impedirne l'uso anomalo da parte di terzi, così creando colposamente un agevole accesso ai ladri e ponendo in essere le condizioni del verificarsi del danno subito dai derubati.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">La Corte richiama anche diversi precedenti conformi (Cass. civ. 17 marzo 2009, n. 6435; Cass. civ. 12 aprile 2006, n. 8630; Cass. civ. 25 novembre 2005, n. 24897) e conferma dunque la sentenza di merito impugnata dalla società appaltatrice dei lavori.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto;
text-align:justify;line-height:normal"><span style="font-size: 12px;"><span
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011050579/furto-appartamento-ponteggio-cantiere-edile-responsabilita.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Thu, 05 May 2011 19:22:28 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011050579/furto-appartamento-ponteggio-cantiere-edile-responsabilita.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Recupero credito</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/recupero-credito-aziende-lavoro-avvocato-consulente.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Le aziende ed i professionisti si trovano spesso nella spiacevole situazione di non riuscire ad ottenere il pagamento di quanto legittimamente chiesto per opere/servizi/prestazioni.</span></span><br />
<br />
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">L&rsquo;attività di recupero dei crediti che svolgiamo a favore dei nostri Clienti consiste in una preventiva diffida ad adempiere entro un congruo termine (<strong>messa in mora</strong>) seguita, in caso di mancato pagamento, da una verifica delle condizioni patrimoniali del debitore (<strong>visure protesti, accertamenti catastali, visure camerali</strong>).</span></span><br />
<br />
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Se da tali informazioni, o da quelle che ci fornisce il Cliente, risulta che vi sono concrete possibilità di recupero, si procederà tramite atto giudiziario, ossia:</span></span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">- </span></span></strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">un decreto ingiuntivo, se il credito è comprovato da fatture;</span></span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">- </span></span></strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">un atto di citazione se il credito non è fondato &nbsp;su fatture e/o titoli esecutivi;</span></span></div>
<div><strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">- </span></span></strong><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">se il credito è fondato su titoli esecutivi (come cambiali e assegni</span></span><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">), l&rsquo;azione può avere inizio direttamente dalla fase esecutiva mediante notifica dell'atto di precetto</span></span><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"> e successivo pignoramento dei beni, sempre che detti
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/recupero-credito-aziende-lavoro-avvocato-consulente.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 02 May 2011 23:00:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/recupero-credito-aziende-lavoro-avvocato-consulente.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La mediazione obbligatoria: che fare?</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011041078/mediazione-obbligatoria-processi-civile-avvocato.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: normal;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">
Il 21 marzo 2011 è diventata obbligatoria la mediazione per le controversie in<b> </b>dieci materie (diritti reali; divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di aziende; risarcimento del danno derivante da responsabilità medica; responsabilità da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari).</span></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: normal;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">In questi casi, la parte che intende agire in giudizio ha l&rsquo;onere di tentare la mediazione. Il giudice, qualora rilevi la mancata allegazione del documento all&rsquo;atto introduttivo del giudizio, sospende il giudizio per l&rsquo;esperimento della conciliazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: normal;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">Il decreto milleproroghe ha rinviato l'entrata in vigore<b> </b>della mediazione obbligatoria al 21 marzo 2012&nbsp;solo in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: normal;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">Il procedimento di mediazione deve avere una durata massima di 4 mesi e vede l&rsquo;intervento del mediatore, ossia di un professionista con requisiti di terzietà che presta la sua opera presso un organismo di mediazione (società private, ordini professionali, camere di commercio); egli comunque non ha il potere di
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011041078/mediazione-obbligatoria-processi-civile-avvocato.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 10 Apr 2011 20:12:20 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011041078/mediazione-obbligatoria-processi-civile-avvocato.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La tipizzazione delle cause di licenziamento nel Collegato Lavoro</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011030277/tipizzazione-cause-licenziamento-collegato-lavoro-lavoratore.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0pt;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">
Il Collegato lavoro all&rsquo;art. 30 ha introdotto una disposizione secondo la quale non solo i contratti collettivi di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi possono individuare (ossia &laquo;tipizzare&raquo;) quali fatti costituiscono giusta causa o giustificato motivo di licenziamento, ma anche i contratti individuali purchè certificati potranno prevedere tali tipizzazioni.<br />
<br />
Il giudice in sede di valutazione sulla legittimità del licenziamento dovrà tenere conto.<br />
<br />
La norma citata recita: &laquo;nel valutare le motivazioni poste a base del licenziamento, il giudice tiene conto delle tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi ovvero nei contratti individuali di lavoro ove stipulati con l&rsquo;assistenza e la consulenza delle commissioni di certificazione&quot;.<br />
<br />
Tuttavia non si deve pensare per ciò solo che il giudice non abbia la possibilità, nel valutare il caso concreto sottopostogli, di &laquo;adattare&raquo; la norma alla situazione, ossia, non è detto che se la fattispecie è prevista come configurante giusta causa di recesso, allora automaticamente vi sia legittimità dell&rsquo;espulsione.<br />
<br />
Ricordiamo che, ad esempio, se la rissa è considerata quasi in tutti i CCNL come giusta causa di licenziamento, non sono
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011030277/tipizzazione-cause-licenziamento-collegato-lavoro-lavoratore.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:03:19 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011030277/tipizzazione-cause-licenziamento-collegato-lavoro-lavoratore.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Possibile un secondo licenziamento ma solo con causa diversa dal primo</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011030276/secondo-licenziamento-causa-diversa-dal-primo-lavoratore-lavoro.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0pt;"><span style="font-family: Arial;">
<span style="font-size: 16px;">La Cassazione (sentenza n. 1244/2011) ha affermato che &quot;il licenziamento illegittimo non è idoneo ad estinguere il rapporto al momento in cui è stato intimato, determinando unicamente una sospensione della prestazione dedotta nel sinallagma, e non esclude che il datore di lavoro possa rinnovare il licenziamento. Il datore di lavoro, infatti, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento fondato su di una diversa causa o motivo, restando quest&rsquo;ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo&quot;.<br />
<br />
Ovviamente, il secondo licenziamento sarà produttivo di effetti solo nel caso in cui venga riconosciuto invalido o inefficace il primo.<br />
<br />
Non sempre tuttavia la Cassazione si è espressa in modo conforme alla sentenza in commento. <br />
<br />
Vi sono state in effetti sentenze secondo le quali il licenziamento intimato nell&rsquo;area della stabilità reale (articolo 18), in assenza di giusta causa o di giustificato motivo, comporta di per sé la cessazione del rapporto di lavoro.<br />
<br />
Pertanto in quest'ottica un secondo licenziamento irrogato al lavoratore prima dell&rsquo;annullamento giudiziale del primo sarebbe inefficace, in quanto interverrebbe su di un rapporto non più esistente (Cass.
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011030276/secondo-licenziamento-causa-diversa-dal-primo-lavoratore-lavoro.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 02 Mar 2011 20:54:28 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011030276/secondo-licenziamento-causa-diversa-dal-primo-lavoratore-lavoro.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La nuova disciplina dei licenziamenti dopo la legge 183 del 2010</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011021375/la-nuova-disciplina-dei-licenziamenti-dopo-la-legge-183-del-2010.html</link>
            <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">
La legge n. 183/2010 ha introdotto una nuova disciplina in tema di impugnazione del licenziamento e termini decadenziali, volta in particolare ad accelerare i tempi di definizione giudiziale del licenziamento ed a garantire una maggiore certezza nei rapporti giuridici e patrimoniali tra le parti. </span></span><br />
<br />
L<span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">a nuova normativa dispone che &laquo;il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro <b style="">sessanta giorni</b> dalla ricezione della sua comunicazione, ovvero dalla comunicazione dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l&rsquo;intervento dell&rsquo;organizzazione sindacale diretto</span></span> <span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">a impugnare il licenziamento stesso&raquo;.</span></span> <br />
<br />
<span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">La novità si rinviene in particolar modo nel prosieguo della disposizione in commento che dispone: &laquo;l&rsquo;impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di <b>duecentosettanta giorni</b>, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilità di produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso.<br />
<br />
</span></span><span style="font-size:
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011021375/la-nuova-disciplina-dei-licenziamenti-dopo-la-legge-183-del-2010.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 13 Feb 2011 20:21:59 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011021375/la-nuova-disciplina-dei-licenziamenti-dopo-la-legge-183-del-2010.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Collegato Lavoro (Legge 183/2010).</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2011010374/collegato-lavoro-legge-183-2010-conciliazione-arbitrato.html</link>
            <description><![CDATA[
Rilevanti novità nel processo e diritto del lavoro, con la pubblicazione in Gazzetta del Collegato Lavoro (Legge <span class="currency_converter_text"><span title="Convert this amount" class="currency_converter_link">183</span></span><span class="currency_converter_text">/</span><span class="currency_converter_text"><span class="currency_converter_text">2010</span></span><span class="currency_converter_text">).</span>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><u>Il tentativo di conciliazione presso le Direzioni Provinciali del Lavoro non è più obbligatorio</u>. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><span class="currency_converter_text">In relazione alle materie di cui all'articolo </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount"><span title="Convert this amount" class="currency_converter_link">409</span></span><span class="currency_converter_text"> del codice di procedura civile, le parti contrattuali </span><u>possono pattuire clausole compromissorie (arbitrali)</u><span class="currency_converter_text"> solo ove cio' sia previsto da accordi interconfederali o contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale. La clausola compromissoria, a pena di nullita', deve essere certificata dagli organi competenti (art. </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount"><span title="Convert this amount" class="currency_converter_link">31</span></span><span class="currency_converter_text">). La clausola compromissoria non puo' essere pattuita e sottoscritta prima della conclusione del periodo di prova, ove previsto, ovvero se non siano trascorsi almeno trenta giorni dalla data di stipulazione del contratto di lavoro, in tutti gli altri casi. La clausola compromissoria non puo' riguardare controversie relative alla risoluzione del contratto di lavoro. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2011010374/collegato-lavoro-legge-183-2010-conciliazione-arbitrato.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 03 Jan 2011 21:24:58 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2011010374/collegato-lavoro-legge-183-2010-conciliazione-arbitrato.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Cenni sulla fideiussione</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010123133/contrattualistica-contratto-credito-obbligazione-garanzia-cenni-sulla-fideiussione-avvocato-legale.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="background-color: white; background-image: none; background-repeat: repeat; background-attachment: scroll; background-position: 0% 0%; -moz-background-size: auto auto; text-align: justify; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: black;">
La fideiussione </span>(</span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: black;">art. 1936 c.c.) è il contratto con il quale un soggetto, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui. Il contratto viene stipulato tra creditore e fideiussore, non essendo necessario che il debitore presti il proprio consenso, potendo lo stesso anche essere all'oscuro della stessa fideiussione.</span></span></span><span style="color: black;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p style="background-color: white; background-image: none; background-repeat: repeat; background-attachment: scroll; background-position: 0% 0%; -moz-background-size: auto auto; text-align: justify; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: black;">La peculiarità della fideiussione sta nel fatto che la garanzia è accessoria rispetto all'obbligazione principale intercorrente tra il soggetto garantito e il creditore. Da ciò deriva che:</span></span></span><span style="font-family: Arial; color: black;"><o:p></o:p></span></p>
<p style="background-color: white; background-image: none; background-repeat: repeat; background-attachment: scroll; background-position: 0% 0%; -moz-background-size: auto auto; text-align: justify; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: black;">- la fideiussione non è valida se non è valida l'obbligazione principale, salvo che sia prestata per un'obbligazione assunta da un incapace; ciò comporta che se l'obbligazione
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010123133/contrattualistica-contratto-credito-obbligazione-garanzia-cenni-sulla-fideiussione-avvocato-legale.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 31 Dec 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il rilascio del DURC provvisorio in pendenza di ricorso</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010080573/rilascio-del-durc-provvisorio-pendenza-ricorso-azienda-ditta.html</link>
            <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><span class="currency_converter_text">
L&rsquo;art. </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">8</span><span class="currency_converter_text"> del Dm </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">24</span><span class="currency_converter_text"> ottobre </span><span class="currency_converter_text">2007</span><span class="currency_converter_text">, nel prevedere le cause non ostative al rilascio del Durc, stabilisce che: </span><i>&laquo;il Durc è rilasciato anche qualora vi siano</i> <i>crediti iscritti a ruolo per i quali sia stata disposta la</i> <i>sospensione della cartella amministrativa a seguito</i> <i>di ricorso amministrativo o giudiziario.</i> <i>Relativamente ai crediti non ancora</i> <i>iscritti a ruolo:</i> a) <i>in pendenza di contenzioso amministrativo,</i> <i>la regolarità può essere dichiarata</i> <i>sino alla decisione che respinge il ricorso; </i>b) <i>in pendenza di contenzioso giudiziario, la regolarità è dichiarata sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, salvo l&rsquo;ipotesi in cui l&rsquo;Autorità giudiziaria abbia adottato un provvedimento esecutivo che consente l&rsquo;iscrizione a ruolo delle somme oggetto del giudizio &hellip;&raquo;</i>. </span></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;">In questo modo ci si può veder rilasciare un Durc provvisorio fino a che non vi sia una decisione amministrativa o giurisdizionale che stabilisca se il credito previdenziale sussiste o meno.</span></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: Arial;"><br />
<br />
</span></span><span style="font-size: 12pt;
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010080573/rilascio-del-durc-provvisorio-pendenza-ricorso-azienda-ditta.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Thu, 05 Aug 2010 20:01:03 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010080573/rilascio-del-durc-provvisorio-pendenza-ricorso-azienda-ditta.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Quando la certificazione del contratto a progetto non basta</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010062572/certificazione-contratto-a-progetto-non-basta-lavoratore-avvocato.html</link>
            <description><![CDATA[<div>
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il caso in esame è quello di un lavoratore assunto a progetto addetto alla consegna dei giornali nelle varie edicole di prima mattina; lavoro con mansioni semplici e ripetitive, che oltretutto veniva svolto per mezzo di un furgoncino di proprietà dell&rsquo;azienda, la quale si premurava anche di indicare al lavoratore un percorso a tappe da seguire per svolgere il proprio incarico. E come non bastasse, quando il lavoro non veniva eseguito secondo le direttive della società, questa era solita infliggere al lavoratore delle penali economiche.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il lavoratore ha dunque e non del tutto a torto impugnato tale contratto chiedendo il riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ottenendo ragione dal Tribunale di Bergamo (sentenza n. 416 del 20 maggio 2010).</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Si dirà qual è la novità? Ebbene<u>, il contratto a progetto era stato certificato</u>!</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il Tribunale ha infatti sottolineato come il progetto, sebbene facente necessariamente parte dell&rsquo;attività propria della committente, non possa però semplicemente coincidere con l&rsquo;oggetto sociale della stessa, né tantomeno risultare del tutto generico e con contenuto
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010062572/certificazione-contratto-a-progetto-non-basta-lavoratore-avvocato.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 17:12:59 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010062572/certificazione-contratto-a-progetto-non-basta-lavoratore-avvocato.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Requisiti per la delega della sicurezza</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010062471/requisiti-delega-sicurezza-preposto-lavoro.html</link>
            <description><![CDATA[<span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La giurisprudenza si è ancora una volta pronunciata sul delicato tema della delega conferita dal datore di lavoro in tema di attuazione e controllo del rispetto da parte dei dipendenti della normativa antinfortunistica, (delega sulla sicurezza).<br />
<br />
</span></span></span><span style="font-size: 16px"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><span class="currency_converter_text">La Corte di Cassazione (sez penale, n. </span><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount"><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount"><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount"><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount"><span class="currency_converter_link" title="Convert this amount">7691</span></span></span></span></span><span class="currency_converter_text"> del </span><span class="currency_converter_text"><span class="currency_converter_text"><span class="currency_converter_text"><span class="currency_converter_text"><span class="currency_converter_text">2010</span></span></span></span></span><span class="currency_converter_text">) ribadisce che tale delega </span>&nbsp;richiede &ldquo;una inequivoca e certa manifestazione di volontà anche dal punto di vista del contenuto con conferimento al delegato, persona esperta e competente, di poteri di organizzazione, gestione e controllo adeguati agli incombenti attribuiti, nonché autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate&rdquo;.</span></span></span>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0pt; line-height: normal; text-align: justify"><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0pt; line-height: normal; text-align: justify"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ciò a dire che non è sufficiente una mera ripartizione nell&rsquo;organigramma aziendale delle mansioni assegnate a responsabili o dirigenti, ma il delegato deve essere in grado di esercitare pienamente tale funzione e deve poterne prendere consapevolezza per iscritto ed in modo espresso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0pt; line-height:
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010062471/requisiti-delega-sicurezza-preposto-lavoro.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:57:13 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010062471/requisiti-delega-sicurezza-preposto-lavoro.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Ultime novità in tema di mobbing</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010052570/novita-tema-mobbing-avvocato-lavoro-lavoratore-diritto.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
La Suprema Corte con la sentenza n. 7382 del 2010, ha stabilito che <i>&ldquo;ha diritto al risarcimento del danno da parte dell&rsquo;azienda il prestatore di lavoro che viene preso di mira e ridicolizzato da un capo davanti ai propri colleghi&rdquo;. <br />
<br />
</i></span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">I giudici hanno respinto il ricorso di una azienda condannata nei precedenti gradi di giudizio per non aver provveduto alla tutela di un proprio dipendente, spesso ridicolizzato dal capo dello stabilimento nella totale indifferenza e complicità del rappresentante legale della società.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La Corte ha colto l&rsquo;occasione per precisare inoltre i parametri per accordare un risarcimento per mobbing.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Si legge testualmente che: &ldquo;per mobbing riconducibile alla violazione degli obblighi derivanti al datore di lavoro dall&rsquo;articolo 2087 c.c. deve intendersi una condotta nei confronti del lavoratore tenuta dal datore di lavoro, o dei dirigenti, protratta nel tempo e consistente in reiterati comportamenti ostili che assumono la forma di discriminazione o di persecuzione psicologica da cui consegue la mortificazione morale e l&rsquo;emarginazione del dipendente nell&rsquo;ambiente di lavoro, con effetti lesivi dell&rsquo;equilibrio fisiopschico e della personalità del medesimo&rdquo;. <br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ed
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010052570/novita-tema-mobbing-avvocato-lavoro-lavoratore-diritto.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Tue, 25 May 2010 16:55:32 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010052570/novita-tema-mobbing-avvocato-lavoro-lavoratore-diritto.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Termini di impugnazione del licenziamento</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042868/impugnazione-licenziamento-lavoratore-datore-lavoro-cassazione.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
Importantissima pronuncia della Corte di Cassazione a sezioni unite.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Con sentenza <u><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/files/Cass sezioni unite n_8830 del 2010.pdf">n. 8830 del 14 aprile 2010</a></u>, la Suprema Corte ha affermato che l'impugnazione del licenziamento si intende effettuata tempestivamente se <u>l'inoltro della comunicazione da parte del lavoratore avviene entro 60 giorni</u>, anche se la stessa perviene al datore di lavoro successivamente tale termine (consegna effettiva della raccomandata).</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La spedizione entro i 60 giorni di cui alla Legge 604/1966 è dunque tempestiva anche se concretamente il datore di lavoro riceve la comunicazione trascorso detto termine.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ciò in quanto, pur essendo l&rsquo;impugnazione atto unilaterale recettizio, l&rsquo;effetto impeditivo della decadenza deve riconnettersi al momento in cui la dichiarazione unilaterale sia emessa dal soggetto legittimato e non, invece, nel successivo momento in cui il destinatario l&rsquo;abbia ricevuta.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">È pur vero infatti che gli effetti propri dell&rsquo;impugnazione di producono nel momento della ricezione, ma ciò non significa, secondo la Cassazione, che il comportamento e la volontà del dichiarante manifestata anteriormente alla ricezione (mediante invio della raccomandata) debba rimanere privo di effetti.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Si rinvia al testo della sentenza per maggiori
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042868/impugnazione-licenziamento-lavoratore-datore-lavoro-cassazione.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:55:03 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042868/impugnazione-licenziamento-lavoratore-datore-lavoro-cassazione.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Le ragioni giustificatrici del contratto a termine</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042167/ragioni-giustificatrici-contratto-a-termine-lavoro-lavoratore-contratti.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
La Cassazione si è nuovamente pronunciata sul dibattuto tema delle ragioni giustificatrici dell&rsquo;apposizione del termine nel contratto di lavoro.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il riferimento normativo è l&rsquo;art. 1 DLgs 368/2001 il quale afferma che:<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&ldquo;Il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato.&quot;<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">E' consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di <u>ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro</u>. <br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La apposizione del termine è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nel quale sono specificate le ragioni di cui al comma 1. Copia dell'atto scritto deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'inizio della prestazione. La scrittura non è tuttavia necessaria quando la durata del rapporto di lavoro, puramente occasionale, non sia superiore a 12 giorni&rdquo;.<br />
<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Ebbene, in relazione a tale norma la Cassazione, nella sentenza n. 6328/2010, ha affermato che è ben possibile indicare una pluralità di cause giustificative dell&rsquo;apposizione
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042167/ragioni-giustificatrici-contratto-a-termine-lavoro-lavoratore-contratti.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:52:04 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042167/ragioni-giustificatrici-contratto-a-termine-lavoro-lavoratore-contratti.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La responsabilità del preposto</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042166/responsabilita-preposto-sicurezza-salute-lavoro-lavoratore-norme.html</link>
            <description><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">
L&rsquo;art. 2, comma 1, lett. <i>e) </i>del Dlgs n. 81/2008, definisce il preposto come &laquo;persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell&rsquo;incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l&rsquo;attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa&raquo;.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Indicativamente, assumono tale posizione il capo reparto, il capo ufficio, il capo squadra, il capo cantiere, il capo officina, che sovrintendono gerarchicamente uno o più lavoratori, ai quali impartiscono gli ordini sull&rsquo;attività da svolgere, controllando il rispetto della normativa antinfortunistica e delle procedure aziendali. </span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Il preposto <u>non è tenuto all&rsquo;adozione delle misure di prevenzione e di protezione</u>, le quali sono di competenza del datore di lavoro e del dirigente; <u>ha invece il dovere di vigilare affinché le misure predisposte siano effettivamente osservate</u> dai lavoratori ed ha inoltre il dovere/potere di intervenire ogni volta che il lavoratore violi una disposizione in materia di salute e sicurezza sul lavoro; in caso di reiterazione dell&rsquo;inosservanza, dovrà informarne i superiori diretti.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size:
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010042166/responsabilita-preposto-sicurezza-salute-lavoro-lavoratore-norme.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:47:56 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Demansionamento</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010032965/demansionamento-sentenza-cassazione-lavoratore.html</link>
            <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 16px">
</span><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La Cassazione è tornata a pronunciarsi sul danno da demansionamento, con la sentenza a Sezioni Unite n. 4063 del 22/02/2010.</span></span><o:p></o:p><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><br />
<br />
I Giudici hanno affermato che &ldquo;La salvaguardia del patrimonio di esperienza e qualificazione professionale del lavoratore è meritevole di tutela di per sé, costituendo primario diritto, a prescindere dalla esistenza di specifiche aspettative di progressione di carriera&rdquo;.<br />
<br />
La Corte ha infatti precisato che il danno professionale in questione può consistere anche esclusivamente nella compromissione del patrimonio professionale del lavoratore e nell&rsquo;impossibilità di accrescere le sue capacità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">L&rsquo;esperienza maturata e le conoscenze acquisite dal lavoratore costituiscono di per sé &ldquo;diritto primario&rdquo;, che merita idonea tutela a prescindere dalla perdita della possibilità di crescita professionale. </span></span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">Tale perdita potrà invece, qualora verificatasi, incidere sull&rsquo;entità del danno risarcibile; il lavoratore avrà allora l&rsquo;onere di provare che, proprio a motivo del lungo periodo di demansionamento, le proprie conoscenze professionali sono diminuite o non si sono accresciute come avrebbero potuto.&nbsp;</span></span><o:p><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><br />
</span></span></o:p><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">La
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010032965/demansionamento-sentenza-cassazione-lavoratore.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Mon, 29 Mar 2010 05:42:46 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Apprendistato e maternità</title>
            <link>http://www.avvocatieconsulenti.it/2010032164/contratto-apprendistato-donne-maternita.html</link>
            <description><![CDATA[
<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">L&rsquo;INPS è intervenuto ancora una volta per fare luce sulla sospensione del contratto di apprendistato per maternità, con il </span></span><u><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/files/INPS messaggio n_ 6827 del 2010.pdf"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial">messaggio n. 6827 del 09/03/2010</span></span></a></u><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: Arial"><u>.</u><br />
<br />
Nel caso di sospensione del rapporto di apprendistato per congedo di maternità o per congedo parentale viene meno, durante tale sospensione, la possibilità di usufruire di quella formazione che è parte essenziale dell&rsquo;apprendistato ed in assenza della quale il datore di lavoro può essere pesantemente sanzionato.<br />
<br />
La mancanza di formazione deve ovviamente essere recuperata al ritorno in servizio del lavoratore, il quale ha diritto di portare a termine il proprio apprendistato e quindi di vedersi prolungare i termini inizialmente previsti, per un periodo pari a quello dell&rsquo;assenza.<br />
<br />
L&rsquo;INPS ha precisato nel&nbsp; proprio messaggio che in questi casi le aliquote contributive ridotte applicate a questa tipologia contrattuale continuano a trovare applicazione oltre il termine inizialmente fissato e fino al termine del rapporto di apprendistato prolungato per via della sospensione di cui sopra.&nbsp;<br />
<br />
</span><span style="font-size: 12px"><span style="font-family: Arial">Avvocato Noemi Pavia</span></span></span>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.avvocatieconsulenti.it/2010032164/contratto-apprendistato-donne-maternita.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> marco.schiera@hotmail.it (Administrator)</author>
            <pubDate>Sun, 21 Mar 2010 18:42:56 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.avvocatieconsulenti.it/2010032164/contratto-apprendistato-donne-maternita.html</guid>
        </item>
    </channel>
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